
- Kazakhstan -
Controllo a tappeto sulla fuga di notizie dei media online. Ondevitare una troppo accentuata vena politica contrastante, il governo kazakho emana leggi restrittive nei confronti delle "notizie" in rete. "È impossibile che gli utenti vivano in un mondo d'illusione", ha dichiarato il funzionario in un'intervista rilasciata alla stampa locale, "perché le forme di giornalismo su Internet, non regolamentate, possono essere un problema per la sicurezza nazionale del Kazakhstan". Naturalmente, come fanno notare i reporter dell'agenzia Reuters, il ministro non ha specificato né come né perché il giornalismo online sarebbe un rischio per il paese.
- Singapore -
Arrestato Mr. Brown, nome d'arte di Lee Kin Mun. Censurato il suo blog, uno tra i più famosi, seguiti, e aggiornati della Malesia. I funzionari del governo hanno giudicato troppo espliciti i contenuti critici rivolti a loro e promotori di scomodi ideali democratici.
- Cina -
Le autorità di Pechino varano nuove leggi telematiche atte a controllare i traffici web ed a distruggere il diritto di cronaca: non saranno più permesse ai nostri amici bloggers con gli occhi a mandorla interpretazioni personali di fatti di cronaca. Ogni abuso sarà punito con sanzioni e pene severissime. Pronta ad intervenire la "Death Car".
- USA -
"Automatically Ontologically-Based Link Analysis of International Web Logs". Questo il nome di un progetto costato al governo statunitense circa 450.000 $. Si tratta di un motore di ricerca semantico che, automaticamente, "impacchetta" le informazioni più rilevanti ai fini della strategia "antiterrorismo statunitense". "I blog sono veramente interessanti dal punto di vista dell'intelligence militare", spiega Ulicny (uno dei referenti di tale progetto), "perché, ad esempio, forniscono differenti punti di vista su argomenti che i media tradizionali possono trattare in ritardo oppure in modo differente: c'è da pensare allo scandalo sulle caricature di Maometto, quando molti blogger si sono accorti delle proteste in tutto il mondo islamico con grande anticipo rispetto alla TV o alla carta stampata".
L'FBI ha intenzione di far sì che le acute anticipazioni di Orwell si materializzino, e non solo sulla rete. Pronta la proposta di legge, sarà approvata in pochi giorni dal parlamento statunitense.
Gary McKinnon, accusato di aver bucato i server del Pentagono, è stato estradato a Washington per il processo negli States. Rischia fino a 70 anni di carcere ed una multa da 1,75 milioni di dollari. McKinnon si è sempre difeso sostenendo di essersi introdotto sui server del Pentagono "solo per scoprire se gli UFO esistevano davvero" e per "pura curiosità". I rapporti ufficiali parlano invece di ripetuti assalti telematici, durati anche mesi, portati con la ferma intenzione di scardinare le difese informatiche statunitensi. Il britannico si sarebbe quindi macchiato di un reato gravissimo: violare i server della più grande potenza militare del pianeta, squarciando il velo del sancta sanctorum statunitense.
Controllo a tappeto sulla fuga di notizie dei media online. Ondevitare una troppo accentuata vena politica contrastante, il governo kazakho emana leggi restrittive nei confronti delle "notizie" in rete. "È impossibile che gli utenti vivano in un mondo d'illusione", ha dichiarato il funzionario in un'intervista rilasciata alla stampa locale, "perché le forme di giornalismo su Internet, non regolamentate, possono essere un problema per la sicurezza nazionale del Kazakhstan". Naturalmente, come fanno notare i reporter dell'agenzia Reuters, il ministro non ha specificato né come né perché il giornalismo online sarebbe un rischio per il paese.
- Singapore -
Arrestato Mr. Brown, nome d'arte di Lee Kin Mun. Censurato il suo blog, uno tra i più famosi, seguiti, e aggiornati della Malesia. I funzionari del governo hanno giudicato troppo espliciti i contenuti critici rivolti a loro e promotori di scomodi ideali democratici.
- Cina -
Le autorità di Pechino varano nuove leggi telematiche atte a controllare i traffici web ed a distruggere il diritto di cronaca: non saranno più permesse ai nostri amici bloggers con gli occhi a mandorla interpretazioni personali di fatti di cronaca. Ogni abuso sarà punito con sanzioni e pene severissime. Pronta ad intervenire la "Death Car".
- USA -
"Automatically Ontologically-Based Link Analysis of International Web Logs". Questo il nome di un progetto costato al governo statunitense circa 450.000 $. Si tratta di un motore di ricerca semantico che, automaticamente, "impacchetta" le informazioni più rilevanti ai fini della strategia "antiterrorismo statunitense". "I blog sono veramente interessanti dal punto di vista dell'intelligence militare", spiega Ulicny (uno dei referenti di tale progetto), "perché, ad esempio, forniscono differenti punti di vista su argomenti che i media tradizionali possono trattare in ritardo oppure in modo differente: c'è da pensare allo scandalo sulle caricature di Maometto, quando molti blogger si sono accorti delle proteste in tutto il mondo islamico con grande anticipo rispetto alla TV o alla carta stampata".
L'FBI ha intenzione di far sì che le acute anticipazioni di Orwell si materializzino, e non solo sulla rete. Pronta la proposta di legge, sarà approvata in pochi giorni dal parlamento statunitense.
Gary McKinnon, accusato di aver bucato i server del Pentagono, è stato estradato a Washington per il processo negli States. Rischia fino a 70 anni di carcere ed una multa da 1,75 milioni di dollari. McKinnon si è sempre difeso sostenendo di essersi introdotto sui server del Pentagono "solo per scoprire se gli UFO esistevano davvero" e per "pura curiosità". I rapporti ufficiali parlano invece di ripetuti assalti telematici, durati anche mesi, portati con la ferma intenzione di scardinare le difese informatiche statunitensi. Il britannico si sarebbe quindi macchiato di un reato gravissimo: violare i server della più grande potenza militare del pianeta, squarciando il velo del sancta sanctorum statunitense.
escogitato da: emons alle 22:15 | Sperma-Link | commenti (2)
tagz:paranoia, tech, newz, control, fuckin political, whatdafuck
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