lunedì, 10 luglio 2006


- Kazakhstan -
Controllo a tappeto sulla fuga di notizie dei media online. Ondevitare una troppo accentuata vena politica contrastante, il governo kazakho emana leggi restrittive nei confronti delle "notizie" in rete. "È impossibile che gli utenti vivano in un mondo d'illusione", ha dichiarato il funzionario in un'intervista rilasciata alla stampa locale, "perché le forme di giornalismo su Internet, non regolamentate, possono essere un problema per la sicurezza nazionale del Kazakhstan". Naturalmente, come fanno notare i reporter dell'agenzia Reuters, il ministro non ha specificato né come né perché il giornalismo online sarebbe un rischio per il paese.

- Singapore -
Arrestato Mr. Brown, nome d'arte di Lee Kin Mun. Censurato il suo blog, uno tra i più famosi, seguiti, e aggiornati della Malesia. I funzionari del governo hanno giudicato troppo espliciti i contenuti critici rivolti a loro e promotori di scomodi ideali democratici.

- Cina -
Le autorità di Pechino varano nuove leggi telematiche atte a controllare i traffici web ed a distruggere il diritto di cronaca: non saranno più permesse ai nostri amici bloggers con gli occhi a mandorla interpretazioni personali di fatti di cronaca. Ogni abuso sarà punito con sanzioni e pene severissime. Pronta ad intervenire la "Death Car".

- USA -
"Automatically Ontologically-Based Link Analysis of International Web Logs". Questo il nome di un progetto costato al governo statunitense circa 450.000 $. Si tratta di un motore di ricerca semantico che, automaticamente, "impacchetta" le informazioni più rilevanti ai fini della strategia "antiterrorismo statunitense". "I blog sono veramente interessanti dal punto di vista dell'intelligence militare", spiega Ulicny (uno dei referenti di tale progetto), "perché, ad esempio, forniscono differenti punti di vista su argomenti che i media tradizionali possono trattare in ritardo oppure in modo differente: c'è da pensare allo scandalo sulle caricature di Maometto, quando molti blogger si sono accorti delle proteste in tutto il mondo islamico con grande anticipo rispetto alla TV o alla carta stampata".

L'FBI ha intenzione di far sì che le acute anticipazioni di Orwell si materializzino, e non solo sulla rete. Pronta la proposta di legge, sarà approvata in pochi giorni dal parlamento statunitense.

Gary McKinnon, accusato di aver bucato i server del Pentagono, è stato estradato a Washington per il processo negli States. Rischia fino a 70 anni di carcere ed una multa da 1,75 milioni di dollari. McKinnon si è sempre difeso sostenendo di essersi introdotto sui server del Pentagono "solo per scoprire se gli UFO esistevano davvero" e per "pura curiosità". I rapporti ufficiali parlano invece di ripetuti assalti telematici, durati anche mesi, portati con la ferma intenzione di scardinare le difese informatiche statunitensi. Il britannico si sarebbe quindi macchiato di un reato gravissimo: violare i server della più grande potenza militare del pianeta, squarciando il velo del sancta sanctorum statunitense.
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giovedì, 11 maggio 2006


Bene bene bene... Dicevamo appunto che Internet sarebbe l'unica fonte d'informazioni rimasta "incontaminata" (almeno nella maggior parte dei paesi del mondo) da filtraggi e controlli vari... Beh, ci siamo sbagliati di grosso... Secondo quest'articolo, i colossi americani dell'informazione, sarebbero impegnati nella messa in atto di un progetto a dir poco spaventoso... Hanno infatti intenzione, di trasformare il tanto amato internet in un sistema globale per la "vendita dei dati" vale a dire un mercato virtuale all'interno del quale sarà possibile acquisire informazioni, notizie dal mondo, solo ed esclusivamente pagandole. Il progetto in questione prende il nome di "pay-per-play" e offre due tipi di profilo: quello cosìdetto "platino o oro" per coloro disposti a pagare ingenti cifre al fine di aver libero accesso a qualsiasi tipo di informazione o file multimediale, e quello "argento" per coloro la cui disponibilità economica fosse ridotta, sarebbero costretti ad accontentarsi di informazioni "impacchettate" somministrate direttamente dai grandi editori commerciali... Grazie alle nuove tecnologie del routing, le compagnie telefoniche saranno in grado di stabilire con esattezza quanto tempo si sia speso durante la connessione ma soprattutto quanti byte e che tipo di file si abbia scaricato... Praticamente un assassinio della privacy... Tramite l'IP infatti, saranno in grado di ricostruire minuto per minuto, di sito in sito, l'intera navigazione sulla rete... Io mi chiedo solo una cosa... Per quanto la terra già non lo sia, finirà totalmente in mano alle organizzazioni segrete? Saranno proprio i membri delle logge massoniche a tenere in mano le redini di questo pianeta?! Del resto in Italia è così da tempo, vedi la P2... Anche nel resto d'europa purtroppo... In America neanche a parlarne, pare che gli adepti delle "sette liceali" siano destinati a diventare tutti presidenti, ma potranno farlo solo dopo aver profanato tombe di vecchi indiani...
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giovedì, 27 aprile 2006


"I CaM C U" ovvero I can see you. Questo il nome di un software spia che sta spopolando, indovinate un po' dove? Non ve lo dico, tanto lo sapete già... Eheheh... Tramite quest'ultimo affronto alla privacy è possibile "videosorvegliare" chiunque abbia un cellulare con fotocamera. Ecco come funziona: prima di tutto si acquista online il suddetto software che è poi di facile installazione sul cellulare desiderato (si può addirittura inviarlo via rete telematica ed installarlo senza che il malcapitato ne venga a conoscenza); fatto ciò non ci resta che spedire a nostro piacimento degli sms (anch'essi nascosti) contenenti comandi che facciano azionare la cam del telefonino per registrare filmati o scattare fotografie.
Il tutto accadrebbe in modalità background, in modo tale da evitare che la vittima si accorga di ciò che sta succedendo...
E' ormai noto che esistono software attraverso cui spiare facilmente chi è in possesso di una webcam collegata al proprio pc... Bene, ora sappiamo pure che possono farlo dal piccolo obbiettivo che portiamo sempre con noi, ventiquattro ore su ventiquattro... Rassicurante!
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domenica, 26 marzo 2006
Avete mai pensato al perchè il "cellulare" si chiama così? Beh, io sì. Ho dato uno sguardo in giro e mi son documentato. Il cellulare prende il nome dal termine più ovviamente riconducibile ad esso: "cellula". Come tutti ben sappiamo la cellula, di qualsiasi tipo essa sia, solitamente epiteliale, viene rappresentata graficamente come un esagono. Ora la domanda è: cosa centra una cellula con un cellulare, e con un esagono?! Bene, la spiegazione non è poi così complicata. La comunicazione telefonica mobile si basa su onde radio ad alta frequenza che "rimbalzano" tra varie "antenne" sino a giungere a destinazione. Quindi non è diretta, ma passa per svariati punti prima di arrivare al destinatario. Immaginiamo l'iter di una telefonata tra due cellulari: dal primo parte la chiamata, questo segnale viene raccolto dal "ripetitore" più vicino e inviato alla base radio (poi al centro di smistamento e alla rete telefonica nazionale). Da quì esso viene trasmesso ad un altro "ripetitore", e così via per essere infine ricevuto dal telefonino del destinatario. In ogni zona territoriale, sono presenti questi ripetitori. Sicuramente li avrete notati, sono quei pali mediamente alti, sulla cui cima c'è una strana antenna. A norma di legge dovrebbero essere situati dieci metri al di sopra dei tetti dei palazzi, poichè a causa del loro alto livello di patogenicità, provocano carcinomi cerebrali e non... Tuttavia di solito si trovano a meno di cinque metri da terra, preferibilmente nei pressi di negozi di telefonia, in tal modo possono venderci apparecchi che "Guardi quanto prende bene, signore. Ottimo prodotto, ha addirittura il massimo delle tacche"... Tralasciamo questi sotterfuggi economici... Questi ripetitori hanno una disposizione territoriale studiata in modo tale che, dovunque un utente si trovi, sia all'interno di un esagono, i cui vertici sono proprio sei di queste antenne. Ognuna di esse inoltre corrisponde ad uno specifico codice di appartenenza in relazione alla zona dove è sita. In tal modo, se due più due fà quattro, è di facile deduzione concludere che dovunque ci troviamo, chiunque possa avere accesso a tali informazioni, dagli organi giudiziari alle compagnie telefoniche, può risalire ad ogni nostro spostamento. Da quì ha origine il termine "cellulare" che sta appunto ad indicare il fatto che dovunque siamo, ci troviamo dentro una cellula (o cella), un esagono circoscritto da questi ripetitori. Bisogna inoltre precisare che tra cellulari e ripetitori, ci sono degli scambi continui di "dati": avete mai sentito quegli strani rumori (tipo "interferenze") quando poggiate il cellulare, anche spento, nei pressi di una qualsiasi apparecchiatura radiofonica? Bene, proprio ciò di cui stiamo parlando. Il cellulare, come tante altre escamotage, è un ottimo metodo tramite cui "possono" spiarci, controllarci, risalire ai nostri spostamenti sino alla quasi totale ricostruzione della nostra vita... Per non parlare dei controlli su traffico telefonico... Esistono delle parole chiave, come "canna" o "bomba" o "attentato", che nel momento in cui vengono pronunciate durante una conversazione telefonica, danno origine alla registrazione. Logicamente se tale provvedimento fosse applicato ad ogni singola conversazione si riproporrebbe il problema di ridondanza (eccesso di dati con conseguente impossibilità di smaltimento), che già era saltato fuori circa tre anni fà quando le autorità abusarono di tale procedura. Problema che però non esiste per quanto riguarda gli sms: stesso meccanismo, questa volta però le parole chiave corrispondono ad una precisa serie di codici binari, dove l'analisi del testo viene eseguita meccanicamente da "eruditi" calcolatori. In questo modo quasi non v'è bisogno d'intervento umano. In pratica, una pallottola in mezzo agli occhi della nostra privacy. E il caro garante Rodotà no ha voce in capitolo? Penso che ora si stia veramente godendo "i frutti" di tale silenzio...
Abbiamo vissuto per millenni senza il cellulare...
Credete sia proprio il caso di continuarlo ad usare?
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venerdì, 10 marzo 2006
Uso il Pc da circa 15 anni ed ho sempre navigato attraverso il browser predefinito Internet Explorer... Nell'arco di questo tempo sono venuto a contatto con altri programmini creati per lo stesso scopo, come Opera, Netscape, Maxthon, Mozilla, etc... Tra tutti quelli che ho provato, e ne ho visti parecchi, dando anche un occhio alle statistiche, ho notato che i più popolari sono proprio Mozilla ed Explorer... Quindi mi sono chiesto: perchè? Bene, dopo una (diciamo) attenta osservazione riguardante la navigazione, la velocità di download, le differenti features, la privacy, e l'appartenenza o meno al colosso-monopolio informatico, di cui tutti conosciamo il nome, e che non scriverò perchè mi sta sui coglioni (già è tanto che ho citato il loro browser di merda)... Insomma dopo aver analizzato (reso anale?!) tutte queste importanti caratteristiche, sono arrivato alle seguenti conclusioni:



* Internet Explorer *
E' lento, impiega a volte più di 15 sec per caricare una pagina in cui siano presenti uno o più oggetti flash; non c'è una finestra di gestione download e cmq sono molto lenti; non ha, a parte quelle di base, funzionalità aggiuntive o plugins; la navigazione anonima o quantomeno protetta, grazie al fatto che le miriadi di caselle da selezionare sono totalmente malfunzionanti, non esiste; presenta vari bugz, come per esempio quello dell'errate gestione dei files WMF, ciò significa che il pc in tal caso sarebbe esposto al controllo completo da remoto, o ancora un bug che riguarda noi blogger molto da vicino, Explorer non aggiunge al valore di "width" quello di bordi e padding laterali, sfalzando e spostando in questo modo oggetti o addirittura l'intero container, che invece viene correttamente visualizzato con altri browser; in più appartiene alla multinazionale più ricca del mondo e credo questo sia un buon motivo per boicottarlo. Insomma, Explorer fà cagare!!

* Mozilla Firefox *
E' abbastanza veloce; ha una finestra di gestione download tramite cui si può deviare i files nella cartella che si preferisce, e si può controllare, a chiusura del browser, tutti i files scaricati; la navigazione con Firefox è assolutamente sicura grazie all'interfaccia di protezione che funziona a meraviglia; è personalizzabile in maniera unica avendo più di 1500 plugin installabili e scaricabili dal sito (per esempio il "No-Script" che blocca gli script invasivi); non ha bugz, poichè viene continuamente aggiornato anche grazie alle segnalazioni che un qualunque utente può effettuare sul forum del sito; infine è l'antagonista di "quell'altro", ottima ragione per sceglierlo ed utilizzarlo.

P.S. Explorer fà rate, Firefox State of Mind
escogitato da: emons alle 14:27 | Sperma-Link | commenti (10)
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