martedì, 29 gennaio 2008
Eyez

Uno sguardo può legarci per una vita? Quegl'occhi che mi fissavano, cercavano qualcosa in me. E io a guardarli e contemplarli condividendo quel calore immenso. Se mi fossi soffermato un istante in più. Se solo avessi capito che in quegl'occhi poteva esserci il mio destino. Se solo io. Fine solo allo stesso istante in cui è durato, in quello sguardo c'era la mia vita, e insieme a quello sguardo, la mia vita si è spenta. Non potrò mai più tornare indietro. Non so a chi appartenesse, e non lo saprò mai. Un altro treno è passato per me. La sofferenza mi assassina e muoio, muore la mia essenza. Non vivo al pensiero che ciò sia accaduto e che possa accadere. Oggi ci sono, domani non li vedrò più. E quanto mi mancheranno quegli estranei, quanto starò male sapendo che poteva essere qualcosa tanto speciale quanto quell'istante, ma che in realtà non è mai nato. Non posso convivere col mio dolore, non riesco.
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martedì, 22 gennaio 2008

Perchè devo sempre cercare di non pensare? Devo riuscirci, devo farlo. Se mi sorprendo "fermo" è la fine per me, inizio ad aggredirmi. Mi violento, mi faccio del male. Perchè sono così? Non riesco a lasciarmi in pace. Questa tristezza profonda che provo quando sono solo con me stesso non esce fuori in nessun altro momento. Sono il mio peggior nemico. Sospiri soffocati dall'odio... Non riesco a farlo smettere, non ci riesco. Mi prende sempre quando sono più debole, e tira fuori il peggio di sè, il peggio di me. Non voglio morire...
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martedì, 15 gennaio 2008


Una specie di rodaggio. Si insomma, ci stanno allenando. Incameriamo informazioni che ci serviranno poi o meglio, che serviranno a Loro. E' come se stessimo imparando qualcosa, e nel momento in cui la nostra conoscienza giungerà al culmine, Loro ci prenderanno e ci utilizzeranno per i loro scopi... Come cani anti-droga. Forzati sin da piccoli a trascorrere lunghi periodi in stanze in cui vengono letteralmente assuefatti da fumi di THC, una sorta di temporaneo artificiale paradiso sensoriale per i poveretti (come per noi lo è il mondo). Nel momento in cui non possono più farne a meno, Loro, li utilizzano per i propri scopi.
Ecco cosa c'è dietro il grande disegno...
Forse hanno bisogno della nostra energia. Ci cibano di pagliativi, piccoli deterrenti alla ragione, per impedirci di riflettere, per oscurarci la verità, per inibire il nostro pensiero, per impedirci di capire. Forse cercano solo un modo di far sì che la nostra energia, la nostra anima, la nostra essenza o come volete chiamarla, maturi, al punto tale che serve a Loro. Così da poterla utilizzare per i loro fini. Una sorta di oro nero. Siamo forse petrolio per Loro? Beh, se ci hanno costruito tutta questa illusoria realtà attorno, per intrattenerci e compiacerci, per allietarci e distrarci, di sicuro dobbiamo valere molto. Come marionette, non riusciamo a vedere i fili che ci muovono e siamo troppo presi dalla nostra pièce in diretta per fermarci a riflettere, per renderci conto che non ci stiamo muovendo da soli, ma che Loro lo stanno facendo per noi. Se solo fossimo in grado di fermarci e guardare in alto, potremmo finalmente vedere quei fili... E liberarcene... Forse...
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venerdì, 11 gennaio 2008
Microchip

E se volessimo per un istante immaginare come si "sente" uno dei tanti microchips presenti ad esempio su una motherboard di silicio di un qualsiasi computer? Ogni giorno a relazionarsi con i suoi simili e con sè stesso cercando di capire se il suo pianeta è rettangolare oppure rotondo, scervellandosi per comprendere se tutto ciò che vede è la vera e sola realtà oppure se esiste una realtà metafisica che non riesce a vedere, una realtà software... Per riuscire ad immaginare come potrà mai sentirsi il microchip in questione, basta andare nell'altra stanza.
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mercoledì, 09 gennaio 2008
Chronos

Come ogni cosa, anche esso, ebbe inizio. Grazie alla prima forma di vita, si destò. Non v'è creatura più arcana. Atavica essenza dell'esistenza. Di impossibile definizione. Semplicemente è. Vive. Trascorre. Si nutre di noi, poveri ignari. Trae la sua energia vitale svolgendo la sua funzione, grazie a qualcosa, qualcuno, che fa sì, inconsapevolmente, che vada avanti. Che non si fermi. Che passi, secondo dopo secondo, minuto dopo minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno. E così per anni, secoli, millenni. Da sempre. Non lo si può fermare poichè fermarlo equivarrebbe ad interrompere la vita stessa. Siamo condannati. Qualsiasi essere, di qualunque pianeta, galassia o universo parallelo è sottomesso al mesto volere del sempiterno demone. Niente e nessuno può impedirlo. Esso ci dà la vita e allo stesso modo ce la toglie.
Unico vero Dio.
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domenica, 06 gennaio 2008


Ebbene è così: nessuna certezza! Non posso esser sicuro di nulla. Chi mi dice che ciò che mi circonda sia realmente così? E chi mi dice che "realmente" sia un qualcosa di "reale"? Potrebbe essere solo un'illusione universale. Un infinito inganno. Tutto quanto conosco in realtà (secondo la mia realtà, potenzialmente falsa anch'essa) non esiste, non è. E allora gli alberi, le stelle, gli oceani? Niente di tutto ciò esiste? Questo non lo so, ma so di non poterlo sapere con assoluta certezza. Di conseguenza è come se non esistesse. Probabilmente in realtà, non esiste sul serio. E per quanto riguarda gli esseri che mi circondano allora? Gli animali, le persone, gli amici, i miei genitori? Anche loro sono frutto della mia immaginazione o di una non-realtà a cui sono sottoposto? Lo scopo di tutto ciò è far sì che io impazzisca per scaturire ilarità in chi/cosa in questo tetro gioco mi imprigiona? Anche questo, ovviamente, non posso saperlo. Non sono in grado di stabilire con assoluta certezza se ciò che c'è all'infuori sia solo un'immensa e perfetta illusione, non posso dire se tutto quanto mi è attorno altro non è che frutto di una non-realtà metafisica. Non ho capacità tali da poter esprimere un giudizio in merito. La triste verità, che è forse la sola ed unica certezza che ho... è che io non ho certezze. Eppure qualcosa mi sfugge, è davvero così disperatamente apocalittica la mia situazione? Sono davvero condannato a vivere o non-vivere in questa non-realtà torturandomi per non aver sicurezze tempo dopo tempo finchè giungerà la mia fine?
La risposta è negativa. In questo buio cielo senza tramonto, scorgo una stella, la mia certezza, sono io. Nella mia impossibilità di sapere, so concertezza almeno una cosa: io esisto! Sia che ciò che mi circonda sia reale o meno, sia che la realtà sia ciò che vedo o no... Io sono consapevole di esistere.
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