
Sto fissando qualcosa, un albero in un parco... Di colpo mi "rendo conto" ovvero "realizzo" che io vedo, resto attonito per qualche secondo e inizio a riflettere proprio su questo fatto... Riuscire a vedere, a distinguere i colori gli uni dagli altri, le forme, ma soprattutto, la cosa più interessante, la prospettiva... Percepire con la vista la lontananza di un soggetto-oggetto ed essere in grado di collocarlo in un determinato spazio smussandone gli angoli e i lati al fine di non modificarne i contorni, ma solo le dimensioni... Un insieme di giustapposte linee parallele che scompaiono via via nei vari punti di fuga... Arrivare ad avvertire la solidità di ciò che si stà osservando è una sensazione unica, può sembrar ovvio, non così speciale, una cosa di tutti i giorni, ed effettivamente lo è, ma allo stesso tempo non lo è affatto! Talvolta l'oggetto che sto "realizzando" ha un peso così consistente nella sua solidità che buca il mio schermo e sfacciato si pone innanzi a me quasi come volesse entrare... Se dovessi un giorno perdere questa capacità, una parte di me morrebbe con essa... Vedere è vivere ciò che si sta guardando, anche se c'è differenza tra vedere e guardare, la stessa che passa tra vivere e avere vita... Esistere e non esser morto...

































" Si disquisiva allegramente di viaggi con una simpatica coppia di venticinquenni newyorkesi, due ragazze. La prima grassottella, bassina dotata di ampio sorriso a trentadue denti, completa di cucina e sala da bagno, la seconda più alta, forme accattivanti, abs ed airbag (su tutt'e due i lati). In pratica Gianni e Pinotto! Nonostante fosse circa mezz'ora che parlavano ininterrottamente, decidono di raccontarmi (per chiudere in bellezza) del loro ultimo viaggio... La Scozia, di fatti venivano proprio da lì... Tralasciando il viaggio vero e proprio, ci tengono a raccontarmi del dopo atterraggio nell'aeroporto scozzese di Prestwick, e di quanto le abbia scioccate il "livello di stupidità" degli scozzesi: "L'aereo era ormai atterrato, ci apprestiamo a scendere. Passati tutti i controlli usciamo all'esterno e notiamo un particolare molto, molto strano. Appena fuori dall'aeroporto, a circa cinquanta metri di distanza, sorge un grande, enorme e bellissimo castello..." A questo punto mi guardano come stessero aspettando qualcosa da me, come se volessero strapparmi una risata alla faccia della stupidità scozzese... Continuano a fissarmi con l'espressione di chi sta per esplodere dal ridere, io non capisco. di colpo la grassottella prende la situazione in mano, e in un'esplosione di risa urla: "Perchè cazzo quei coglioni degli scozzesi hanno costruito un castello attaccato ad un aeroporto?!?!?! Usauhusahsauusah" Al sentire ciò, scoppio anch'io (insieme a loro) in una delle "più grasse risate che io abbia mai riso", e che io mi ricordi... Abbiamo riso circa per trenta secondi senza pause (e guardate che è tanto). L'unica differenza è stata che mentre loro due ridevano per la presunta "stupidità scozzese" io mi scompisciavo per la "comprovata stupidità americana"...
